A tutte e tutti,

al vice-console generale Huang Yongyue,

alle associazioni che hanno organizzato questo evento,

alle nostre amiche e ai nostri amici dei media,

a tutte le cittadine e a tutti i cittadini di Torino,

[Dà jiā hâo] [salute a tutte e tutti].

Come potete vedere, ho studiato un po’, e ho provato più volte questo discorso. Da quando sono diventato assessore della Città di Torino, mi è capitato molte volte di finire in TV. Ma la presenza dei media cinesi, la consapevolezza che quello che dirò verrà ripreso e trasmesso dall’altra parte del mondo, mi genera un po’ di emozione e allo stesso tempo di orgoglio, perché so quanto straordinario sia stato il lavoro di queste sei associazioni che sono italiane, e cinesi, e italo-cinesi, ma anche, e soprattutto, torinesi.

L’Ambasciatore cinese in Italia, riprendendo un discorso del Presidente cinese Xi Jinping, di recente ha sottolineato che «guardare allo sviluppo cinese non significa tanto fare attenzione ai risultati ottenuti dalla Cina, quanto, piuttosto, osservare qual è il contributo che la Cina dà al mondo intero».

Ecco, io credo che questa festa sia uno dei più bei contributi della comunità cinese alla nostra Città, a Torino, e visto che so quanto lavoro ci sia dietro, vorrei ringraziare a nome della Sindaca Chiara Appendino e della Città Yao Yifei, presidente dell’Aicup; Wu Xiujun, presidente ass. cinesi e italo_cinesi di torino; Gu Ailian, presidente dell’associazione Zhisong; Wang Zhen, presidente dell’associazione industriali e commercianti; Chen Ming, presidente dell’associazione Angi; Du Ling, presidente dell’associazione traduttori e interpreti. “Non oso fare da padrone di casa, meglio fare da ospite”, diceva Lao Tzu, e io oggi mi rendo volentieri vostro ospite: voi siete gli organizzatori.

Vi prego di portare i miei ringraziamenti a tutte le vostre socie, a tutti i vostri soci, e a chiunque abbia collaborato per realizzare questa festa.

Vorrei ringraziarvi anche perché organizzando l’evento in Piazza, di fatto l’avete aperto a tutta la cittadinanza. Uno dei progetti su cui vogliamo puntare nei prossimi anni è quella di rendere le festività delle comunità di Torino come “feste della Città”. Ecco, voi l’avete già fatto: quest’anno, il capodanno cinese è davvero un momento in cui tutta la città festeggia.

Ma ovviamente il contributo delle e dei cinesi alla città di Torino non lo vediamo solo qui, oggi. Lo vediamo al MAO, il Museo di Arte Orientale, che ospita una delle collezioni più ricche d’Italia e che ha avuto, nel 2015, più di 100.000 visitatrici e visitatori. Lo vediamo ogni anno durante lo spettacolo pirotecnico di San Giovanni, ricordando che i fuochi d’artificio furono inventati in Cina durante la dinastia Tang. Lo vediamo nella vita quotidiana, sul posto di lavoro. Ma lo vediamo soprattutto nelle nostre scuole, dove un numero sempre maggiore di bambine e bambini sono italiane e sono cinesi, insieme, e in ogni caso sono to-ri-ne-si.

Ci tengo a sottolineare questo aspetto perché voglio a ricordare che Torino è una città che include. Lo potete vedere da quelle ragazze e quei ragazzi con la pettorina gialla. Una metà sono volontarie e volontari delle associazioni organizzatrici, l’altra metà sono i Giovani per Torino, ragazze e ragazzi che decidono di mettere a disposizioni il loro tempo e le loro energie per la città e per i suoi eventi, e che sono un esempio fantastico di come una comunità possa lavorare, tutta assieme, per un obiettivo comune.

Torino è una città magica in cui le diversità non vanno appianate, non vanno superate: vanno valorizzate. Le diversità sono ciò che rende una città bella ancora più bella: per citare un detto cinese, [jǐn shàng tiān huā 锦上添花]. (Aggiungere i fiori sul broccato (tessuto pregiato) = abbellire una cosa che già per conto suo è bella).

Torino è una città bella che si è saputa rinnovare e reinventare, una città che accoglie e che accoglierà volentieri studentesse e studenti, turiste e turisti, aziende e imprese cinesi, aggiungendo nuovi pezzi tutti i giorni, per diventare ancora più bella. Sono innumerevoli gli incontri con delegazioni di città cinesi negli ultimi mesi, scambi che vanno dalla cultura all’ambiente, dalla ricerca all’università. A Torino infatti studiano oltre 2.000 tra studenti e studentesse al Politecnico e all’Università, grazie all’Università è presente la sede dell’istituto Confucio e il progetto TOCHINA, mentre grazie al politecnico è stato aperto un centro di ricerca a Canton e una collaborazione con Pechino per i giochi olimpici invernali nel 2022.

Invito quindi le cittadine e i cittadini cinesi a venire a visitare Torino, la città vi accoglierà a braccia aperte e con le capacità e l’attenzione al dialogo che abbiamo sviluppato in questi anni.

Un ruolo fondamentale nel coltivare questa attenzione per il dialogo non ce l’ha solo l’amministrazione pubblica, ce l’hanno anche tutte le cittadine e tutti i cittadini di origine cinese che vivono qui tra noi. È per valorizzare il loro ruolo che vi annuncio la volontà della Città di firmare un patto di collaborazione con le associazioni che li rappresentano: nelle prossime settimane avvieremo i tavoli di incontro e di lavoro per rendere strutturali delle collaborazioni che già sono in atto da tempo.

Torino è la vostra città, e tutte e tutti insieme siamo Torino. A nome della Città che ho l’onore di rappresentare, auguro quindi a tutte e tutti un buon capodanno.

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