Con il 2017 arriviamo a contare l’ottavo anno consecutivo di rilevazione, nell’ambito del monitoraggio condotto dal Coordinamento Contro la Violenza sulle Donne e relativo alle caratteristiche delle donne che hanno subito violenza e che si sono rivolte in cerca di aiuto ai centri aderenti al Coordinamento.

Rispetto all’anno 2010, quando ha preso avvio la raccolta annuale dei dati in forma stabile e continuativa all’interno del CCVD, molto è cambiato e tantissimi sono stati i passi avanti, per quanto riguarda il riconoscimento della violenza nei confronti delle donne come fenomeno da affrontare in modo prioritario.

L’Italia ha ratificato nel 2013 la Convenzione di Istanbul, approvando in conseguenza la legge 119/2013 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province” ed adottando nel 2015 il “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere”.

La Regione Piemonte ha approvato la legge 4 del 2016 “Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli” e sta concludendo il relativo piano di attuazione.

Nel corso dell’ultimo anno la riflessione sull’individuazione di strategie efficaci per la prevenzione ed il contrasto della violenza contro le donne è stata arricchita, a livello italiano ed internazionale, anche dalle riflessioni e dai saperi dei movimenti femministi e delle donne, ed in particolare da parte della mobilitazione “Non una di meno” che, in occasione dell’ultimo 25 novembre, ha presentato il “Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e violenza di genere”.

In questo quadro, la raccolta di dati promossa dal gruppo osservatorio sociale del Coordinamento continua a rappresentare una delle poche fonti di dati esistenti per cercare di comprendere meglio, e quindi poter più efficacemente affrontare, una realtà complessa come quella della violenza nei confronti delle donne che, ci tengo di nuovo a sottolinearlo, non può e non deve configurarsi come “problema emergenziale” ma come fenomeno culturale, strutturale, sistemico e quotidiano.

Ad oggi, partecipano alla rilevazione CCVD Centri antiviolenza pubblici e privati riconosciuti dalla Regione Piemonte, Case Rifugio pubbliche e private anch’esse iscritte all’albo regionale, sportelli gestiti da associazioni private, centri specializzati nel trattamento della violenza di genere e della violenza sessuale presenti all’interno delle ASL, oltre ad alcuni pronto soccorsi – tutti dislocati sia sul territorio della Città di Torino che sul territorio metropolitano.

Colgo l’occasione per ringraziare sinceramente i centri che, con il loro impegno ed il loro lavoro, spesso volontario, continuano a rendere possibile questa raccolta di dati, che senza il loro apporto non potrebbe essere realizzata.

Intendo impegnarmi personalmente per cercare di rendere la rilevazione sempre più partecipata e completa – questo affinché la raccolta dati CCVD possa continuare, con sempre maggiore adeguatezza, a rappresentare uno dei tasselli attraverso i quali costruire politiche aderenti ed attente ai reali bisogni delle persone e, in questo caso, delle donne.

Il report è consultabile qui:

http://www.comune.torino.it/politichedigenere/bm~doc/report-dati-violenza-ccvd-2016.pdf

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